VI Biennale Giovani Fotografi Italiani: sezione scuole

 

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI LECCE
di Roberto Lacarbonara

ACCADEMIA BELLE ARTI LECCEL’Accademia di Belle Arti di Lecce partecipa alla VI Edizione della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani con le opere di tre allieve, Marta Nocco, Marika Nacci e Maria Rosaria Sedile, con la supervisione del prof. Giuseppe Bolognini, docente di Fotografia e di Foto-Video Editing.
Le tre giovani autrici sviluppano differenti punti di osservazione sul tema del conflitto sociale e delle forme di oppressione individuale e collettiva. Dalle immagini emerge un orizzonte comune, una denuncia univoca verso la progressiva perdita di alcune libertà fondamentali e il conseguente smarrimento ed isolamento dell’individuo per effetto di relazioni impersonali e inautentiche.
Con Where none is the number 1 e 2, Marika Nacci traspone su lastre di alluminio la serialità uniforme di soggetti omologati, esclusivamente distinguibili da un codice alfanumerico.
Nell’opera Verso l’alto di Marta Nocco, lo sguardo rivolto verso il cielo rivela l’assedio di architetture e spazi fisici che circondano il soggetto limitandone la possibilità di slancio e di fuga. Plastic world di Maria Rosaria Sedile è un’icona impassibile di bellezza e di morte. Un volto velato e nascosto rimanda con immediatezza alla continua narrazione delle violenze nei confronti delle donne.

 


ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI
di Aniello Barone

ACCADEMIA BELLE ARTI NAPOLI

Le politiche sociali in Italia non sono molto diverse da quelle adottate nel resto dell’Europa se non per la particolare ripartizione interna delle voci di spesa. Infatti gran parte della spesa sociale del nostro Paese è assorbita dal sistema pensionistico, mentre “famiglia”, “disoccupazione”, “abitazione” ed “esclusione sociale” appaiono marcatamente sottodimensionate. É evidente che questa è una peculiarità tutta italiana. Per non parlare, poi, del lavoro che registra altre problematiche e livelli di garanzia molto bassi rispetto al resto dell’Europa.
Le cause sono da ricercare nel passato e nel reiterarsi di una politica disattenta alle esigenze dei cittadini. In questo contesto la famiglia d’origine continua a rimanere il punto di riferimento principale che rappresenta spesso l’unico vero ammortizzatore sociale. Questa sorte di arretramento è fortemente sentita dai giovani che, invitati a produrre delle opere per la Biennale, hanno fatto emergere in modo eloquente il loro personale disagio che alla fine coincide con il malessere di diverse generazioni: la disoccupazione, l’immigrazione, il lavoro, la condizione della donna, l’emigrazione.

 


DEAPHOTO
di Sandro Bini

DEAPHOTO

Per il tema proposto dalla 6^ edizione della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani “Diritti e Conflitti” in qualità di Direttore e Docente Deaphoto ho curato i lavori di tre studenti che hanno partecipato alle ultime due edizioni del nostro Corso di Progettazione Fotografica. Se i ritratti dei commercianti realizzati nella multietnica Via Palazzuolo a Firenze da Donato Sambuco (Gran Varietà Palazzuolo) raccontano la dignità e il diritto al lavoro e all’integrazione in una situazione di potenziale conflitto, quelli di Maruska Tonioni (Black Energy) mostrano invece il diritto alla felicità e al futuro di alcuni ragazzi rifugiati, oltrepassando (anche attraverso la citazione del fotografo maliano Malick Sidibè) lo stereotipo visivo del migrante come del bisognoso senza speranza. La dignità della persona e la perdita dei diritti sul lavoro nella Gig Economy sono infine i temi affrontati da Riders di Niccolò Landi, un’indagine sul food delivery, in cui la voluta assenza dei protagonisti e la concentrazione dello sguardo sui soli strumenti e ambiente di lavoro, divengono metafora di una invisibilità e sostituibilità umana consacrata ai meccanismi del profitto.


FONDAZIONE STUDIO MARANGONI
di Bärbel Reinhard

FONDAZIONE STUDIO MARANGONI

Diritti e conflitti in aree di confine sono le tematiche dei due lavori in mostra per la Fondazione Studio Marangoni. Entrambi i progetti presentati sono stati sviluppati a quattro mani e indagano in maniera diversa e su due continenti le implicazioni di migrazione e contaminazione, di confini, di diritti civili compromessi, di conflitti d’interesse tra economia, politica e salute, ma anche della disuguaglianza, della percezione dissimile dello stesso fenomeno e del rischiare la propria vita per una vita differente.
Il lavoro Ruah di Martina Melchionno e Paola Ressa indaga il confine labile tra diritto alla salute e diritto al lavoro nelle zone limitrofe all’industria siderurgica, nonché lo spirito diverso della popolazione a vivere questa condizione. Il vento da nord ovest a Taranto significa inquinamento. Arriva dall’Ilva, l’acciaieria più grande d’Europa.
Far South di Edoardo Delille e Giulia Piermartiri invece documenta l’attraversamento illegale del confine tra il Messico e gli Stati Uniti intrecciando e giustapponendo destini e punti di vista di tre gruppi in due storie opposte: l’’Arizona Border Recon’ è un gruppo di miliziani volontari che infiammati dalla retorica di Trump vuole proteggere meglio il confine del loro stato, le NGO ‘Samaritans’ e ‘Waterstation’ sono organizzazioni umanitarie sempre su base volontaria, che aiutano i migranti tramite la distribuzione di cibo, acqua e assistenza medica nel deserto, i ‘coyotes’ ed i narcotrafficanti.


ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA
di Gigliola Foschi

ISTITUTO ITALIANO DI FOTOGRAFIA

“Diritti e conflitti”: il tema, complesso e importante, proposto nel 2018 dalla Biennale di Bibbiena ha costituito una significativa occasione per aprire, con gli allievi del Corso Superiore Professionale dell’Istituto Italiano di Fotografia, un momento di riflessione, dialogo e dibattito, sui tanti problemi contemporanei legati al progressivo ridimensionamento dello stato sociale e dei diritti.
La ricerca di Christian Brentano, Inclusion, s’inserisce nella tradizione del reportage fotografico, a cominciare dalla sua esperienza presso l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale), attiva a Cinisello Balsamo (MI). Simon Fiorentino indaga il quartiere del Corvetto (periferia sud-orientale di Milano) per evidenziare le realtà contrapposte e contigue di tale area urbana. Con i suoi dittici, Andrea Calvaruso punta il dito sulla depressione e i disagi emotivi di una generazione sempre più monitorata e tuttavia abbandonata ai propri interrogativi. Anche il lavoro di Clara Parmigiani, Quarter life crisis, costituito da frammenti visivi evocativi e poetici, nasce dall’esigenza di capirsi e auto-accudirsi in una situazione di ansia e confusione causata dall’incertezza dei rapporti sociali e del lavoro. Metaforica e basata su una accurata messa in scena è invece la ricerca di Beatrice Sana Gallone, 1522, che prende il titolo dal numero di telefono a cui possono rivolgersi le vittime di violenza e stalking.

 


LABA di Brescia
di Virgilio Fidanza

LABA BRESCIA

Con la nuova edizione della Biennale dei Giovani Fotografi Italiani, va ancora una volta di più riconosciuto il ruolo stimolante e unico di questa iniziativa.
Il tema di questa edizione è fortemente impegnativo, alto e meritorio, ma è inutile nascondere che qualche problema si è posto. I tempi in cui viviamo, innegabilmente oscurati e disumanizzati dal predominio tecnologico e dalla globalizzazione, rendono, assai più e in maniera crescente, le nuove generazioni disorientate, rispetto a quelle che a partire dagli anni sessanta del secolo scorso le hanno precedute.
I progetti degli allievi LABA (Michela Amboni, Federico Angoli e Marica Bertagnoli, Elisabetta Cicero, Anna Magri, Alessia Sacchi) proposti in questa 6^ edizione, affrontano concettualmente la tematica proposta, e la fuoriuscita dal reportage per un tema simile, se da una parte appare come una presa di posizione che si manifesta nella rinuncia all’uso della fotografia come documento verità, dall’altra, in contrasto con l’indifferenza, assume il valore di un gesto politico cristallino nella sua accezione più alta e diretta.
Questo è stato scritto, senza alcuna trama preordinata e con la consapevolezza che se le verità sono eclissate, l’essere è qui ed ora, e forse ciò non corrisponde e non testimonia una verità intramontabile?


LABA di Firenze
di Massimo Agus

LABA FIRENZE

Da cittadini europei dobbiamo fare riferimento alla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” come base fondamentale di espressione e di tutela dei principali diritti umani e politici all’interno dell’Europa.
Proclamata ufficialmente a Nizza nel 2000, con il Trattato di Lisbona del 2007 la Carta è diventata di valore giuridico e vincolante per le Istituzioni europee e per gli Stati membri. Nei suoi vari articoli racchiude una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali che riguardano i cittadini e i residenti dell’Unione.
I progetti fotografici presentati dagli studenti della LABA di Firenze (Alice Ginavri, Matilde Collinassi, Ginevra Terenzi, Alexander Corciulo, Camilla Rossi, Leonardo Taddei e Lara Conama Mumenthaler) sono un invito a riflettere su alcuni dei diritti che la Carta esprime e un modo per ricordarci che ognuno di questi diritti non è scontato e dato per acquisito una volta per tutte, ma ha bisogno di essere costantemente ricordato e difeso con impegno e lotta perché sia riconosciuto e non calpestato.
Tutti i progetti presentati fanno parte di lavori più ampi realizzati per la tesi o dagli studenti del terzo anno del Corso Accademico di Fotografia. Il tema “Diritti e conflitti” si prestava a letture e interpretazioni differenti, questa complessità ha portato gli studenti ad affrontare il tema riferendosi principalmente all’importanza dei diritti nella nostra società: diritti negati, diritti da conquistare, diritti da difendere.