Percorsi

 

MARIA CATERINA FEOLE

Gli Orti Urbani: Ritorno alla Terra e alla Comunità

Opera vincitrice
MARIA CATERINA FEOLE
Come già accade da tempo in altri Paesi europei, anche gli Italiani sono diventati un popolo di “urban farmer”. Infatti un esercito di oltre 20 milioni di persone zappettano la terra, tra le quali una percentuale sempre più consistente di giovani, cimentandosi nella coltivazione di Orti, giardini e terrazzi, pur se completamente a digiuno delle tecniche di coltura. Il fenomeno è in costante crescita anche nelle grandi città. A Roma attualmente vi sono circa 70 Orti condivisi, disseminati ovunque e di varia grandezza; tra questi l’esperienza più grande è quella degli Orti Urbani Tre Fontane, nel quartiere EUR Tintoretto. Gli Orti diventano luogo di aggregazione e lo spunto per fare altro: una moderna agorà, in cui creare comunità e tessere relazioni, socializzare, organizzare attività ricreative. Dal dicembre 2015 ad oggi sto documentando fotograficamente la vita di questi Orti, che condivido nelle sue finalità, perché sono convinta che il futuro della nostra civiltà non possa prescindere dal recupero delle nostre radici, che affondano nella terra, nel rispetto dell’ambiente e in un’ottica di rete solidale.

MATTEO SIGNANINI

Io Non Sono Qui

Secondo classificato
MATTEO SIGNANINI
Nel 2016 ho tenuto come volontario, presso il carcere di La Spezia, un corso di fotografia a cui hanno partecipato 9 detenuti con i quali ho sviluppato, attraverso lezioni settimanali di scatti e condivisone di materiale fotografico, un progetto che li portasse a realizzare un racconto collettivo con fotografie da loro scattate all’interno della struttura. Le fotografie sono realizzate con macchine usa e getta della Ilford in bianco e nero, sviluppate, e successivamente scannerizzate. I ragazzi hanno partecipato all’editing finale costruendo la sequenza proposta, pensata per una possibile futura pubblicazione.

 

ROLANDO PAOLETTI

I Santi Mattri

ROLANDO PAOLETTI
Ogni anno all’inizio di maggio, a Lentini in Sicilia, si svolge la festa di Sant’Alfio. L’ardore e la devozione con cui fedeli di tutte le età si immergono nei riti antichissimi della celebrazione sono toccanti: la “corsa dei nuri (nudi)” che avviene nel silenzio e nel rispetto più totale, il trasporto del “fercolo” di S. Alfio per le vie della città, spinto dai “devoti spingitori”, l’offerta di infiniti ceri continuamente riciclati, bambini in tenera età issati sulla “Vara”, il carro di S. Alfio, per fargli toccare la sacra reliquia. Tutto questo, che pure avviene in un ambiente sottilmente in stile “cosa nostra”, commuove anche l’animo più ateo.

 

GIUSEPPE SABELLA

L’Assenza

GIUSEPPE SABELLA
Sei andato via due anni prima che io nascessi, in quell’assenza che diventava presenza, attraverso i racconti, mi perdevo come in un vortice di sensazioni nella tua vita non vissuta. Ti ho cercato sempre nel cammino della mia vita, nei giorni di inquietudine e in quelli sereni, nei posti più disparati del mondo, in ogni volto di bambino ed in ogni cosa che ho fotografato vedevo il riflesso della tua assenza. Solo alla fine, quando ho voltato l’obbiettivo verso di me ho capito che stavo cercando me stesso, ed è proprio attraverso me che ti ho trovato.